Esteri, il Nobel per la pace 2019 va al premier etiope Abiy Ahmed Ali

È il promotore dello storico accordo di pace con l'Eritrea. Un anno fa l'incontro con Giuseppe Conte.

Ahmed Ali, 43 anni, guida l'Etiopia dal 2018 ma già da prima era descritto come «la più grande speranza per il futuro democratico» del paese, per diverse ragioni: perché è parte della più giovane generazione di politici etiopi, è un oromo – gruppo etnico maggioritario in Etiopia ma marginalizzato da decenni – e ha presentato fin da subito idee per certi versi rivoluzionarie.
In pochi mesi, Ahmed ha parlato di riconciliazione nazionale (un discorso importante in un paese attraversato da profondi risentimenti tra gruppi etnici), ha ordinato il rilascio di migliaia di prigionieri politici e ha legalizzato i gruppi di opposizione che erano a lungo stati classificati come “terroristici”. Ma soprattutto ha firmato un trattato di pace con la vicina Eritrea, con cui l’Etiopia era ufficialmente in guerra dal 1998.

La pace tra Etiopia ed Eritrea è stato uno degli eventi più importanti del 2018 nella politica africana, e probabilmente il più importante nel Corno d’Africa, una delle regioni più instabili di tutto il continente. L’immagine di Ahmed abbracciato al dittatore eritreo Isaias Aferwerki, nel luglio 2018, ha fatto il giro del mondo ed è stato un momento importante di svolta nelle complicate relazioni tra i due paesi.

Un anno fa Giuseppe Conte si recò in Etiopa ad incontrare il premier Abiy Ahmed Ali. Conte fu il primo leader europeo ad arrivare ad Addis Abeba dopo la storica riconciliazione, tre mesi prima, con l'Eritrea. Il gesto rappresentò un simbolo importante di legame tra il nostro Paese e l'Etiopia.

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