Hearthstone, Che Chou traccia il futuro

Il Global Franchise Lead di Blizzard spiega il percorso evolutivo del gioco di Blizzard

 Sono ormai passati quattro anni dall’11 marzo 2014, data in cui Hearthstone, celebre gioco di carte collezionabili di Blizzard, è stato pubblicato. Con un successo che deve aver sorpreso lo stesso sviluppatore californiano, che in due occasioni ha provato a cancellare un progetto portato avanti clandestinamente da un manipolo di programmatori con del tempo libero da investire. Hearthstone col tempo è divenuto un eSport affermato, ed è proprio del suo futuro che ha parlato recentemente Che Chou, Global Franchise Lead degli eSports di Hearthstone, in un’intervista rilasciata a Akshonesports.

“Una delle nostre priorità è migliorare i Pro Team Standings”. Un’espressione, questa, con cui s’intende una classifica ufficiale di Blizzard che ha l’obbiettivo di riconoscere le organizzazioni eSportive che supportano i giocatori di Hearthstone".

Gli ultimi eventi eSportivi sono la prova concreta che Blizzard è seriamente intenzionata non solo a far funzionare i tornei dal punto di vista dei partecipanti, ma anche a renderli più godibili da vedere.
“Ed è per questa ragione che abbiamo deciso di migliorare l’impatto sul pubblico. Al Blizzcon, generalmente, gli eventi di Hearthstone non hanno molti posti a sedere, il che si ripercuote sulla qualità dello spettacolo mostrato in streaming. Ciò che abbiamo fatto ad Amsterdam per l’HCT World Championship è stato invece incredibile: avevamo una sala esclusivamente dedicata al torneo e una sala per altri eventi. L’atmosfera della taverna era palpabile sia sul posto che da casa”. È la ricerca della perfezione che rende i tornei ufficiali di Blizzard uno spettacolo difficilmente paragonabile a quello di qualsiasi altra produzione.

Una delle innovazioni apportate recentemente è l’introduzione dei Tour Stops di cui abbiamo già parlato, dal momento che quello di Oslo è stato vinto da Marco “Turna” Castiglioni, mentre a quello tenutosi in Germania ha partecipato Dario “JDart” Cozzo. “La bellezza di questi eventi è che i giocatori locali e stranieri s’incontrano, conversano e spesso nascono delle amicizie”. È da queste affermazioni che Blizzard dimostra di tenere non solo al business dell’eSport ma anche a ciò che gli ruota attorno.

@La Gazzetta dello Sport

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