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Il primo italiano ad essere entrato nel circuito più prestigioso al mondo.

Alessio Sakara nasce a Roma il 2 settembre 1981 e cresce nelle case popolari della città di Pomezia, nella periferia della Capitale.
E’ anche noto come il Legionarivs, soprannome derivante dalla grande passione per la storia dell’Antica Roma, passione testimoniata dai numerosi tatuaggi che lo rendono inconfondibile fra i fighters di tutto il mondo.

Nel 2005 all’età di 24 anni entra a far parte dell’UFC, il più grande circuito di MMA nel mondo ed inizia a combattere nella categoria dei pesi medi e massimi leggeri.

Si trasferisce negli Stati Uniti, dove ha modo di allenarsi con Marco Ruas, che gli conferisce la cintura marrone. Nel gennaio 2008 entra in uno dei team più forti al mondo, l’America Top Team, e subito dopo raggiunge nel ranking mondiale il #14 posto della classifica UFC. Nel 2013, dopo diversi infortuni e la sempre maggiore difficoltà nel rimanere nella categoria dei pesi medi, esce dal circuito.

Da piccolo giocava a pallone ma abbandonò dopo un eclatante episodio di raccomandazione a favore di un "figlio di papà".
L'Italia ha guadagnato così un gran combattente, uno che era una star in Ufc quando in Italia di Mma nemmeno si parlava. “Rispetto al pallone, in questo sport vince sempre il migliore" afferma durante una intervista.

Si dedicò alla boxe ma le MMA divennero il suo grande amore: "Nel 1999 rimasi folgorato da una videocassetta dell’UFC. Mi innamorai, quello sport era più completo della boxe, volevo farlo ma in Italia non lo insegnava nessuno. Così me ne andai in Brasile, per imparare il Ju-Jitsu".

Da lottatore MMA a Star televisiva - Insieme alla sua carriera come grande lottatore di MMA, Alessio Sakara negli anni è diventato anche un personaggio televisivo, punto di riferimento per i giovani ed importante influencer. Sui social network i suoi profili vantano un numero di fan spesso di gran lunga superiore a quelli dei calciatori di serie A.
Nel 2013 partecipa come concorrente al reality di Rai2 “Pechino Express” e l’anno successivo conduce sempre su Rai2 “Fattore Alfa”.

Da due anni è legato sentimentalmente a Raffaella Mennoia, braccio destro di Maria De Filippi.

Alessio è diventato anche un personaggio dei videogames nel roster di UFC Undisputed 3, disponibile per PlayStation ed Xbox.

Dopo 8 anni di permanenza, Alessio Sakara è in assoluto uno degli atleti europei più longevi in UFC.

La 17enne azzurra vince in Svezia e conquista l'oro con la misura di 6,58.

Larissa Iapichino è figlia di Fiona May che vinse l'oro nel 1987 a Birmingham con la maglia della Gran Bretagna nella stessa manifestazione.
Tutta in crescita la gara di Larissa, doppia figlia d'arte (il papà è l'ex astista Gianni), che inizia con 5,93 sotto la pioggia. Poi 6,37, 6,33, 6,51, 6,58 e il 6,53 finale.

«Non ci credo, è stato pazzesco» ha detto un'emozionatissima Larissa Iapichino. «Fino all'ultimo salto è stata una gara con i brividi. È come uno choc, sono riuscita a fare 6,58 e a vincere il titolo. In tribuna c'erano tutti i miei compagni, mia mamma Fiona, mio papà Gianni e mia sorella Anastasia, ed è stato bellissimo».

Voce rotta e commozione anche per la mamma, Fiona May: «E' una gioia indescrivibile, la stessa gioia che provai quando vinsi a Birmingham oltre trent'anni fa. Mi ha fatto commuovere e sono molto fiera di lei».

La tappa polignanese del Red Bull Cliff Diving, l'ormai tradizionale gara di tuffi dalla scogliera di Lama Monachile. L'atleta italiano, Alessandro De Rose, si è fermato infatti a un passo dal podio dopo la sessione pomeridiana: quarta posizione con il punteggio di 358,20.

A vincere l'unica tappa italiana della competizione internazionale è l'inglese Gary Hunt, seguito dall'americano Andy Jones e dal ceco Michail Navratil.
Per la categoria femminile, invece, sul podio sono salite Rhiannan Iffland (Australia), Maria Paula Quinto Torres (Colombia) e Yana Nestsiarava (Bulgaria). Nessuna rappresentante del tricolore italiano in questa categoria.

Per aggiudicarsi le medaglia, ognuno degli atleti doveva tuffarsi dalla piattaforma posizionata a 27 metri d'altezza (20 per la categoria femminile) sugli scogli a picco del borgo che ha dato i natali a Domenico Modugno. Migliaia i curiosi e gli appassionati ammassatisi sul ponte ai lati della scogliera per godersi i tuffi acrobatici degli atleti.

Archiviata la tappa polignanese, ora per i tuffatori è già tempo di pensare alla quarta tappa del torneo, in programma il 22 giugno a Sao Miguel, in Portogallo.

 

Per Carapaz è il terzo successo al Giro d‘Italia, il secondo in questa edizione dopo quello di Frascati.

In 4’02’23” si è lasciato a 1’32” Simon Yates e a 1’54” il gruppetto guidato da Vincenzo Nibali.

Una delle tappe più dure di questa edizione, con soli 14 km pianeggianti su 131, e 5 Gp della montagna (due di prima categoria) nei 131 km da Saint Vincent a Courmayeur.
Sul San Carlo l’attacco di Vincenzo Nibali, a cui Roglic ha risposto con Miguel Angel Lopez, Landa e Carapaz. Alla fine l’attacco decisivo è stato quello di Richard Carapaz a 2 km e mezzo dalla vetta del San Carlo.

L’ecuadoriano ha resistito in discesa e ha poi aumentato il vantaggio nell’ultima ascesa a Courmayeur, chiudendo con un vantaggio che gli ha consentito di conquistare la maglia rosa.

CLASSIFICA AGGIORNATA

1. Richard Carapaz 58h35’34”

2. Primoz Roglic a 7”

3. Vincenzo Nibali a 1’47”

4. Rafal Majka a 2’10”

5. Mikel Landa a 2’50”

6. Bauke Mollema a 2’58”

7. Jan Polanc a 3’29”

8. Pavel Sivakov a 4’55”

9. Simon Yates a 5’28”

10. Miguel Angel Lopez a 5’30”

Il prete più famoso della tv percorre il tratto finale del tragitto, suscitando stupore nel pubblico presente.

 L'attore Terence Hill nei panni di Don Matteo ha tagliato il traguardo della quarta tappa del Giro d'Italia "Orbetello-Frascati". In sella alla sua iconica bicicletta e fra lo stupore del pubblico presente Don Matteo ha percorso il tratto finale del tracciato di gara salutando gli appassionati del Giro.
"Mi sto allenando per le salite e le discese di Spoleto - ha raccontato Don Matteo ai cronisti presenti per la diretta dell'evento sportivo - ci vediamo a gennaio!".

Terence Hill, per la dodicesima volta, vestirà i panni del parroco più popolare d'Italia, insieme a Nino Frassica, nel ruolo del Maresciallo Cecchini, e a Maria Chiara Giannetta che, per il secondo anno consecutivo, interpreta il capitano dei Carabinieri Anna Olivieri.

La squadra orogranata ha sconfitto in gara-7 di finale scudetto la Dinamo Sassari per 87-61.

Trascinata da un incontenibile Michael Bramos, la Reyer ha sempre condotto costruendo lo strappo decisivo dopo l’intervallo lungo: il 30-17 nel terzo tempino ha indirizzato una partita che, come accaduto già nel match decisivo della semifinale contro Cremona, Venezia non ha mai dato l’impressione di poter perdere.

Finisce quindi male l’avventura di Sassari, che sotto la guida di Gianmarco Pozzecco era parsa a lungo imbattibile durante i playoff, annientando prima Brindisi e poi Milano con due secchi 3-0.
Ma la difesa degli uomini di coach Walter De Raffaele – secondo scudetto per lui in Laguna dopo quello del 2016/17 , qualcuno inizierà a considerarlo un allenatore molto bravo, ora? – è riuscita nella partita decisiva a tenere a bocca asciutta l’attacco dei sardi. Così, dopo essere arrivata terza in regular season, chiusa non al meglio, Venezia ha saputo ritrovarsi nel momento decisivo della stagione – nonostante la stanchezza per aver giocato 17 partite in 33 giorni – conquistando il quarto titolo italiano della sua storia.

Classifica Serie A

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